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Festa di Sant'Ulpia Candidia Martire PDF Stampa E-mail
La Patrona del paese di Pozzaglia Sabina è una antica martire romana, conosciuta col nome di Ulpia Candidia. Il corpo di Santa Ulpia Candidia, esumato dalle Catacombe di Santa Agnese in Roma, fu donato al paese da Don Nicola Petrucci e ivi trasportato solennemente sotto il Pontificato di Clemente XII. Dall’anno 1758 esso riposa sotto l’altare maggiore della Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari.

Di Santa Ulpia, il cui nome non appare nei Martirologi, poco o nulla sappiamo: la tradizione afferma che subì il martirio all’età di 35 anni, probabilmente sotto l’Imperatore Diocleziano.

 

Da più di duecento anni la popolazione di Pozzaglia è animata da un sincero amore per la propria Patrona. La onora, la invoca con fiducia nella necessità e le è vivamente riconoscente per i benefici ricevuti grazie alla sua intercessione.

La festa in onore di Santa Ulpia Candidia Martire si svolge, ogni anno il martedì dopo le Pentecoste,con l’apertura dell’urna della Santa e la celebrazione della messa ma la festa religiosa vera e propria ha luogo nella domenica successiva, coincidente con la festa della Santissima Trinità.

 

Si tratta di una ricorrenza tradizionale che si ripete da secoli in maniera sempre uguale, conservando intatta la propria originalità.

I festeggiamenti hanno inizio il sabato – solitamente alle ore 17,30 – con una solenne liturgia. Durante questa commovente Funzione Religiosa viene aperta l’Urna che contiene le spoglie mortali della Santa e , durante la cerimonia, vengono suonate ed intonate, rispettivamente dalla Banda Musicale e dai fedeli presenti alla Celebrazione, delle stupende Litanie Mariane in un’atmosfera carica di emozioni e di sensazioni intense e coinvolgenti.

 

Nella giornata di domenica, invece, una bella e caratteristica Processione  segue la Celebrazione Eucaristica. Moltissime persone vi prendono parte con l’unico desiderio di pregare e di ringraziare l’amata Protettrice. Tre donne  in costume – con abiti simili a quelli delle antiche matrone romane e con caratteristici ceri – recano, per le vie del paese, una bellissima Icona d’argento con l’effige della Martire.
I festeggiamenti finiscono, poi, in tarda serata, con lo scambio della Sacra Icona:  altre tre giovani donne portano la preziosa reliquia nella propria casa e tra i propri familiari. Per un anno intero l’Icona viene custodita con amore nella nuova dimora e ogni giorno la preghiera e la recita del Rosario scandiscono i ritmi di vita ordinari della famiglia che si è assunta la responsabilità di avere cura della Santa Effige.